L’Industriale

Titolo: L’Industriale

Regista: Giuliano Montaldo
Sceneggiatura: Giuliano Montaldo, Vera Pescarolo e Andrea Purgatori
Anno di uscita: 2011
Distribuito da: 01 Distribution

Genere: Drammatico

Interpreti principali: Pierfrancesco Favino, Carolina Crescentini, Eduard Gabia, Francesco Scianna

Trama: Il quarantenne Nicola (Pierfrancesco Favino) è proprietario di una fabbrica sull’orlo del fallimento di una Torino nebbiosa e notturna, immersa nella grande crisi economica che soffoca tutto il paese. Ma è orgoglioso, tenace. Ha deciso di risolvere i suoi problemi senza farsi scrupoli. Sua moglie Laura (Carolina Crescentini) è sempre più lontana, ma Nicola non fa nulla per colmare la distanza che ormai li separa. Assediato dagli operai che lo pressano per conoscere il loro destino, Nicola avverte che qualcosa sta turbando l’unica certezza che gli è rimasta: il matrimonio. Ma invece di aprirsi con Laura comincia a sospettare di lei e a seguirla di nascosto. Tutto precipita. Nicola annaspa e tira fuori il peggio di sé. Poi tutto sembra tornare a posto: l’azienda, il matrimonio, il successo sociale. Ma l’uomo ha più di un segreto da nascondere e il ritratto sociale prende sfumature dostoevskijane.

Trailer: Non pervenuto al momento.


Grazie al 6° Festival Internazionale del Film di Roma, ho potuto vedere questo film in anteprima.

Non impazzisco per il cinema italiano, ma per Favino ho fatto volentieri un’eccezione. Il film si è rivelato essere interessante, attuale e non solo il dramma di un industriale, ma il dramma di un uomo. Un uomo egoista ed orgoglioso che, convinto di aver finalmente raggiunto il successo, alla fine si ritrova con un pugno di mosche.

Favino, ovviamente, è perfetto per la parte. Il resto degli attori si è dimostrato all’altezza dei loro ruoli. Ho avuto qualche difficoltà con il personaggio della Crescentini, una moglie che ama ancora il marito, tenta di tutto per aiutarlo, ma che comunque interpetra a modo suo il concetto di “tradimento”.

Consigliato a chi ama i film drammatici, in cui nessuno ne esce veramente mai vincitore.

Voto: Okay

Hysteria

Titolo: Hysteria

Regista: Tanya Wexler
Sceneggiatura: Jonah Lisa, Dyer Stephen, Dyer Howard Gensler
Anno di uscita: 2011
Distribuito da:BIM Distribuzione

Genere: Commedia, Romantico

Interpreti principali: Maggie Gyllenhaal, Hugh Dancy, Jonathan Pryce, Felicity Jones e Rupert Everett

Trama: 1880. Nella pudica Londra vittoriana, il brillante giovane dottore Mortimer Granville (Hugh Dancy) è in cerca di un nuovo lavoro. Lo trova presso il Dottor Dalrymple (Jonathan Pryce), specializzato nel trattamento dei casi di isteria, i cui angoscianti sintomi nelle donne includono pianto, malinconia, irritabilità, rabbia. Dalrymple è convinto che la causa del malanno sia anche la repressione sessuale imperante in quell’epoca, e cura le “isteriche” con una terapia scandalosamente efficace: il “massaggio manuale” sotto le gonne delle sue pazienti. Il dottore, però, deve lottare contro la fiera disapprovazione della figlia Charlotte (Maggie Gyllenhaal), sostenitrice dei diritti delle donne più deboli. Mortimer decide di affinare il metodo terapeutico: quando il suo lungimirante amico Edmund (Rupert Everett) gli rivela il progetto del suo nuovo spolverino elettrico, gli viene in mente un’idea irresistibile. L’effetto sarà dare nuova linfa alla sua pratica medica, provocando nelle sue pazienti sensazioni forti. Storia vera e commedia romantica sulla creazione del vibratore.

Trailer: http://www.youtube.com/watch?v=4FWReqkTWfA

Grazie al 6° Festival Internazionale del Film di Roma, ho potuto vedere questo film in anteprima.

E’ stata la mia leggera cotta per Hugh Dancy, a farmi scegliere questo film. Questo, e la storia del vibratore. Ammetto che le mie aspettative, quindi, non erano alte, neanche dopo aver visto il trailer.

Doveva essere la solita commedia romantica, con quel tocco in più dato dalla provocazione del vibratore e ambientato a fine ‘800. Ma sono rimasta piacevolmente sopresa.

Divertente, vivace, ricco di quell’umorismo british che io tanto adoro, questo film mi ha veramente catturata. I dialoghi sono brillanti (chissà quanto di questo resterà una volta che il film verrà doppiato?), gli attori perfetti per i loro ruoli, specie i comprimari. Rupert Everett, tra tutti, brilla di luce propria. E’ lui quello che come entra in scena cattura lo sguardo e il cuore del pubblico. Sarà stato il suo personaggio, sarà stata la sua bravura, ma gli faccio davvero i complimenti!

E’ un film che consiglio a tutti di vedere. Nonostante l’argomento, il film non è per niente volgare, anzi, il tutto è trattato con molta grazia ed è giocato su battute e ammiccamenti. Vi consiglio inoltre di rimanere a vedere i titoli di coda: vi aspetta una lezione di “storia” piuttosto interessante!

Voto: Great!